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Il tuo sito funziona? 8 punti per analizzarlo.

L’analisi SEO ti permette di verificare se il tuo sito funziona bene e cosa c’è da sistemare.

Ma quand’è che un sito funziona davvero?

Un sito funziona quando ti aiuta a farti trovare su Google dai tuoi clienti ideali, quelli che hanno bisogno dei tuoi servizi o dei tuoi prodotti. E poi quando ti hanno trovato, li porta per mano verso la vendita o il contatto.

Vediamo quali sono gli 8 punti dell’analisi SEO di un sito esistente.

1 – L’analisi dei servizi e dei prodotti

La SEO inizia sempre con un’analisi approfondita della tua attività. Vanno analizzati i servizi o i prodotti che vendi. Quali sono? Quanti sono? A cosa servono? Quali passaggi compi per venderli?

2 – L’analisi del cliente ideale

Chi è il tuo cliente ideale? Dove vive? Di che cosa si interessa? Perché ha bisogno di te? Che cosa fa dopo che ha acquistato il tuo prodotto?

3 – L’analisi del traffico e del posizionamento

Entriamo nel vivo dell’analisi SEO. Quanto traffico riceve il tuo sito? Da quali fonti (Google, Facebook, ecc.)? Qual è l’andamento del traffico nel tempo?

Quali pagine ricevono più traffico da Google? Con quali parole chiave vengono raggiunte? Qual è il posizionamento del tuo sito per queste parole chiave?

Quante e quali sono le conversioni (cioè i contatti o le vendite) per ogni fonte di traffico?

4 – L’analisi delle parole chiave

Che parole usano i tuoi clienti per trovarti su Google? Il tuo sito riceve traffico per queste parole chiave? E in che posizione si trova? Quali altri siti compaiono per queste parole chiave in prima pagina?

5 – L’analisi dell’organizzazione dei contenuti

Com’è organizzato il tuo sito? Esiste una pagina dedicata a ogni parola chiave (o gruppo di parole chiave), per intercettare tutte le ricerche che i tuoi clienti potenziali compiono su Google?

Le pagine sono chiare e ben fatte? Ognuna con un suo compito preciso da assolvere? Per esempio, portare per mano il visitatore del sito verso l’acquisto del tuo prodotto o l’iscrizione alla tua newsletter?

Il menù di navigazione è semplice e funzionale? Cioè mi dice al primo colpo d’occhio quali sono i servizi o i prodotti della tua attività?

Last but not least la tua home page è fatta bene? Mi permette di trovare rapidamente i contenuti che mi interessano?

6 – L’analisi dell’esperienza utente

La grafica del sito trasmette bene la tua brand identity? E’ adatta al pubblico che intendi raggiungere?

I testi sono ben scritti, chiari e utili? Riflettono bene la tua personalità sul web?

I visitatori riescono rapidamente a trovare i contenuti ricercati e passano con disinvoltura da una pagina a un’altra?

I moduli di contatto sono semplici da usare o i tuoi visitatori diventano matti ogni volta che ti vogliono contattare per richiedere un’informazione?

L’acquisto online dei tuoi prodotti è semplice e sicuro? Funziona bene come quello di Amazon?

7 – L’analisi SEO tecnica

Qui la faccenda si complica un po’.

Il tuo sito è veloce?

Le risorse come le immagini, gli script e i link sono accessibili? Gli URL sono parlanti? Che caratteristiche hanno il robots.txt e la sitemap.xml?

Ci sono pagine duplicate? Com’è gestita la canonicalizzazione? Ci sono errori 4xx e 5xx?

8 – L’analisi del profilo link

La SEO si fa tosta.

Il problema con Google è che non è sufficiente essere bello e bravo per apparire nella prima pagina dei risultati , devi anche essere famoso. E per Google sei famoso quando gli altri parlano di te, cioè quando altri siti ti linkano. Più siti ti linkano, più aumenta la tua web popularity e il ranking del tuo sito.

Qual è il profilo link del tuo sito? Cioè quanti link da altri siti hai ricevuto? Che caratteristiche hanno questi link? Da quali siti provengono? A quali pagine del sito sono diretti e su che parole (anchor text) sono appoggiati? Qual è la tua strategia per acquisire nuovi links di qualità?

Quest’analisi è la base di ogni lavoro SEO. Poi fatta l’analisi bisogna rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro.

Perché la SEO è faticosa. Chiede tanta pazienza e un buon metodo. Ma fa anche molto bene, perché ti costringe a guardarti dentro.

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